Autismo & Sport

Progetto Autismo & Sport

 

Svolgere regolarmente attività motoria fa bene a chiunque, e nel caso di bambini autistici i benefici meritano una particolare attenzione.
Naturalmente, però, anche le difficoltà assumono un particolare peso specifico.
Un gruppo di bambini normodotati può riuscire a fare sport avendo a disposizione solo uno spiazzo o un pallone, o addirittura soltanto uno dei due elementi. Con ciò non si vuole, in questa sede, sostenere che la situazione sopra descritta sia ideale per dei giovani che vogliano praticare sport; si vuole invece sottolineare, una volta di più, che ai bambini autistici non possiamo richiedere lo stesso spirito di adattamento che possiamo aspettarci da altri soggetti.     Per proporre un programma sportivo a un gruppo di bambini autistici sono indispensabili strutture idonee (che permettano, in primis, la sicurezza dei bambini e inoltre di eseguire attività in grado di raggiungere gli obiettivi fissati) e personale preparato sia sotto il punto di vista tecnico che relazionale.
Sempre a proposito di specialità: per chiunque è difficile trovare lo sport “giusto”, adatto alle proprie capacità e soprattutto al proprio gusto; per un bambino autistico questa difficoltà è ancora maggiore. Soprattutto, non si può evitare di passare dalla prova pratica. Per quanto sia possibile prevedere quale sia lo sport da consigliare a un determinato bambino, tenendo conto delle caratteristiche dello sport in questione e dei punti di forza e di debolezza del bambino, sarà poi la prova sul campo a mostrarci se il bambino si appassiona a quello sport o meno.
Va da sé che ogni tentativo deve essere eseguito nelle migliori condizioni possibili.
Di sicuro, lo sport non solo fa bene alla salute, ma racchiude in sé anche altri aspetti:

  1. Aspetti neuro e psicomotori (sport come attività motoria)
  2. Aspetti educativi (sport come apprendimento)
  3. Aspetti ludici (sport come divertimento)

Guardando alla fascia d’età del bambino autistico (e naturalmente ai già citati punti di forza e di debolezza) sarà possibile, al principio di un percorso sportivo, fissare obiettivi diversi che riguarderanno le capacità motorie in senso stretto, l’educazione alle autonomie (punto da sviluppare in articolo specifico N.d.R.), gli aspetti relazionali e comunicativi.
L’associazione “Gli amici di Tommy” ha l’obiettivo di permettere ai bambini autistici di praticare sport, ma soprattutto di rendere l’attività sportiva costante e ripetuta nel tempo.

Pierluigi Siclari

 

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